Altra specie rara in Italia osservata nell'area del Padule Aperto, nella stessa zona i cui terreni sono stati  messi all'asta dalla Provincia di Grosseto.

Dopo l'osservazione del falaropo beccosottile in Diaccia Botrona, gli stessi soci GOM don Michele Lamberti e Riccardo Sirna hanno osservato, il giorno 26/10/2021, un esemplare di nibbio bianco (Elanus caeruleus) nell'area del Padule Aperto. Anche in questo caso, si tratta di un'osservazione eccezionale per la Maremma (un altro esemplare era stato osservato l'anno scorso nell'Oasi WWF Lago di Burano).
Anche in forza di quest'ultima osservazione, possiamo ribadire la grande importanza per l'avifauna della Riserva Naturale Regionale Diaccia Botrona e della contigua area del Padule Aperto e la conseguente necessità del mantenimento delle attuali condizioni ambientali (compresa la coltivazione di cereali, che non può essere sostituita da colture arboree), garantite dalla proprietà pubblica dei terreni.
A tale scopo, dopo la petizione lanciata sulla piattaforma change.org (che ha superato in pochi giorni 30.000 firme), le associazioni Associazione WWF Provincia di Grosseto ODV, GOM - Gruppo Ornitologico Maremmano - Studi naturalistici "A.Ademollo" ODV, Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati ODV,  Forum Ambientalista e da Italia Nostra Maremma Toscana hanno inviato in data 2/11/2021 una lettera formale alla Provincia di Grosseto, chiedendo che "non essendosi ancora formalizzato il trasferimento di proprietà ed essendo questa possibilità prevista espressamente nello stesso bando, la Provincia di Grosseto receda dalla volontà di cedere i 49 lotti di terreno messi all’asta, pari a 950 ettari, e che la proprietà dell’area resti pubblica".

Comunicato stampa congiunto tra GOM, - Gruppo Ornitologico Maremmano , Associazione WWF Provincia di Grosseto e Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati

Nei giorni scorsi, abbiamo appreso la notizia che, in un’asta pubblica indetta dalla Provincia di Grosseto per il 24/9/2021, sono stati aggiudicati ad un privato terreni situati nel Comune di Grosseto, nell’area del Padule Aperto, ricadenti in parte nella Riserva Naturale Regionale Diaccia Botrona. Tale zona, all’interno della Macrozona “Maremma Grossetana”, che risulta essere un’area di rilievo internazionale per lo svernamento dell’oca selvatica (Anser anser), con presenze di 700-800 individui, costituisce area di svernamento anche per la  gru (Grus grus), con circa 600 esemplari negli ultimi anni, e per caradriformi come la pavoncella (Vanellus vanellus) o il piviere dorato (Pluvialis apricaria); nella specifica area in esame sono inoltre state osservate specie di particolare importanza dal punto di vista conservazionistico, come il lanario (Falco biarmicus), il falco sacro (Falco cherrug) e, addirittura, una gallina prataiola (Tetrax tetrax) e un’aquila imperiale (Aquila heliaca).

Questa operazione ha suscitato la preoccupazione nostra e di tutte le persone attente alla protezione dell’ambiente. Infatti, se un’operazione di cessione di beni pubblici (confluiti nel patrimonio della Provincia di Grosseto per effetto del cosiddetto “federalismo demaniale” prodotto dall’art. 56 bis del D.L. 69/2013) poteva avere una ragione quando l’obiettivo principale della politica economica europea e, di conseguenza, nazionale era quello della riduzione del debito pubblico, oggi, per effetto del sostanziale cambiamento di tale impostazione, dovuto anche agli effetti della pandemia da Covid-19, crediamo che sarebbe molto più opportuno utilizzare la proprietà pubblica per il raggiungimento di obiettivi diversi, come quelli previsti dalla Strategia della UE per la biodiversità per il 2030 (vincolante per l’Italia nella stessa misura delle normative europee in campo economico-finanziario). Poiché in tale documento della UE si parla anche di “rinaturalizzazioni”, diventa paradossale che si rischi una trasformazione di ambienti che “naturali” già lo sono, per effetto della loro privatizzazione.

Sarebbe pertanto auspicabile che, non essendosi ancora formalizzato il trasferimento di proprietà ed essendo previste nello stesso bando forme di prelazione, la proprietà dell’area restasse pubblica.

Nel caso dell’aggiudicazione si aprirebbe un’ulteriore problematica nel venir meno di una visione unitaria nella gestione della Riserva come previsto dalla delibera n. 73 della Giunta Provinciale del 24/05/2006 che disciplina la fruizione della Riserva Naturale Provinciale “Diaccia Botrona”.

Anche per le aree non ricomprese nella R.N. e già oggi oggetto di attività agricola, riteniamo che l’unica attività compatibile con l’ambiente sia la coltivazione estensiva di cereali o, comunque, piante erbacee e che qualsiasi impianto di culture arboree, che sarebbe comunque soggetto alla VINCA, comporti uno stravolgimento dell’habitat per le specie citate inizialmente e per le altre che frequentano questa importante area naturale. Tra l’altro, riteniamo che tali terreni, per il semplice fatto di essere pianeggianti, argillosi e soggetti a naturali allagamenti, siano inadatti, anche dal semplice punto di vista agronomico, all’insediamento di vigne o oliveti che possano fornire produzioni di qualità. Fatto anche più rilevante, queste aree sono ecologicamente connesse con la Riserva e ne fanno parte come elemento complementare ed essenziale alla sua biodiversità, come previsto già nel vigente PTC approvato nel 2010 dalla Provincia. Un loro utilizzo diverso dall’attuale andrebbe a vanificare alcuni dei risultati conseguiti nel tempo, anche grazie all’ampliamento dell’area a divieto di caccia in vigore ormai da dieci anni.

Falaropo beccosottile in Diaccia Botrona

Il giorno 11/10/2021, i soci del GOM – Gruppo Ornitologico Maremmano – Studi naturalistici “A.Ademollo” ODV Michele Lamberti e Riccardo Sirna hanno osservato e documentato l’osservazione con foto la presenza di un falaropo beccosottile (Phalaropus lobatus) nella Riserva Naturale Regionale Diaccia Botrona.

La specie, che ha un areale di nidificazione nella parte più settentrionale del nostro emisfero, può essere osservata alle nostre latitudini soltanto durante le migrazioni. La presenza in Maremma è assolutamente occasionale e, fino ad oggi, risultava segnalata soltanto in due precedenti occasioni, nella Laguna di Orbetello: nel 1977 (RIO, 1977; Brichetti & Fracasso in Ornitologia Italiana, vol. 2, 2004) e poi nel 1983 da F. Cianchi (Picus, 1987).

Questa osservazione, se ce ne fosse bisogno, rappresenta un’ulteriore dimostrazione dell’importanza della R.N. Diaccia Botrona, sia nelle fasi di riproduzione e svernamento, che come punto di sosta durante la migrazione dell’avifauna.